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Festival Impronte 2016: come tutto è iniziato

Lug 23 / 2016 1:43PM

Un'evento moderno di street art dedicato in onore del famoso stilista e calzolaio Salvatore Ferragamo. Impronte è stato ideato dal gruppo artistico Collettivo Boca. L'idea e i progetti per il futuro racconta uno dei fondatori.

L’originalità di Impronte 2016 organizzato dal Collettivo Boca di Bonito è quello di fondere due diversi tipi di arte: quella dell’alta moda insieme a quella urbana della street art. 5 street artist nazionali ed internazionali sono stati scelti per realizzare i murales, che arricchiscono esteticamente il piccolo paese irpino. Un evento nuovo, diverso dal solito e non convenzionale, l’idea è affascinante come le opere realizzate. La creatività dei designer urbani ha prodotto opere di street art diverse l’una dall’altra ma che hanno come unico denominatore l’estro di Salvatore Ferragamo.

L’evento è ancora in corso e terminerà ad agosto. Per ora sono stati realizzati 4 murales su 5 ma sono stati organizzati anche altri eventi collaterali come workshop con i designer per incentivare e sensibilizzare verso la creatività a 360 gradi.

Cosa nasce da questa fusione? I murales ispirati alle collezioni di Salvatore Ferragamo sono imponenti, di forte impatto estetico e ciascuno con una propria anima ed un suo perché. Incuriositi da questo progetto e dall’idea originale e non convenzionale, abbiamo deciso di scambiare due parole con l’ideatore del progetto Impronte 2016: David Ardito.

David Ardito: ideatore di Impronte 2016

David Ardito, l’ideatore del progetto Impronte 2016

Come nasce Impronte 2016?
Lo scopo della rassegna è quello di promuovere la conoscenza dell’eclettica personalità del “calzolaio dei sogni”. Attraverso il confronto di due differenti forme di espressione artistica, utilizzando lo spazio urbano come medium della sua riqualificazione e rinnovata fruizione. Il progetto nasce dalla volontà del Collettivo Boca e del Comune di Bonito di rendere omaggio all’artigiano-artista bonitese, trovando da subito l’appoggio del Museo Salvatore Ferragamo, istituzione nata nel 1995 per volontà della famiglia Ferragamo a Firenze – nella storica sede di Palazzo Spini Feroni – con lo scopo di conservare, tramandare e valorizzare la figura e il lavoro del fondatore del marchio attraverso progetti culturali trasversali e sempre innovativi.

Impronte 2016 si animerà in due fasi: la prima, da maggio a luglio, vedrà la partecipazione di 5 artisti internazionali che realizzeranno 5 opere di arte pubblica nel centro storico del paese. Al termine di questa prima fase, in cui sarà la street art a farla da padrona, entrerà in scena il design con una mostra in cui verranno esposte 5 storiche calzature provenienti dal Museo Salvatore Ferragamo di Firenze. Queste ultime dialogheranno con altrettante opere eseguite dagli artisti coinvolti nella rassegna, a dimostrazione del felice connubio tra la ricerca stilistica di Salvatore Ferragamo ed i linguaggi contemporanei della street art.

Come mai avete pensato di fare un omaggio a Salvatore Ferragamo, utilizzando la street art?
Ci piaceva l’idea di omaggiare l’estro dello stilista in maniera creativa con un progetto culturale, trasversale e innovativo: attraverso la realizzazione di opere di arte urbana contemporanea. In effetti non è la prima volta che moda e arte entrano in sintonia, tanto meno la prima in cui il nome dell’ artista viene accostato ad un progetto artistico, ma è sicuramente la prima volta in cui Salvatore Ferragamo è il punto di partenza per una manifestazione legata alla street art. Così come nella sua carriera il “calzolaio delle stelle” si è lasciato ispirare dal cinema e dalla cultura attraverso costanti collaborazioni con artisti e musei, oggi gli street artist di Impronte 2016 si lasceranno ispirare dall’opera di questo artigiano dalla visione ampia e dal lavoro multidisciplinare.

Che impatto emotivo hanno e stanno avendo i murales sulla comunità locale?
La comunità di Bonito si è mostrata molto aperta e disponibile al progetto Impronte 2016. Abbiamo iniziato le attività di arte urbana nel 2011 e quindi c’era una certa predisposizione a questi tipi di linguaggi. L’idea di omaggiare un concittadino famoso ha reso ulteriormente agevole la realizzazione del progetto. Per la prima volta le creazioni di Salvatore Ferragamo vengono esposte nel luogo d’origine e questo inorgoglisce ulteriormente la comunità di Bonito.

Quali attrazioni avete preparato per i bambini durante il workshop?
I bambini prendono tutto con grande entusiasmo. Abbiamo raccontato la storia della prima scarpa creata da Ferragamo quando era ancora un bambino, sottolineando il talento creativo del piccolo Salvatore. Hanno conosciuto gli artisti che hanno partecipato al festival e si sono confrontati direttamente con le opere realizzate a Bonito. Hanno imparato a conoscere la storia delle opere in mostra Bonito e hanno riprodotto attraverso dei disegni i murales e le calzature storiche. Nell’ultimo workshop hanno incontrato un calzolaio di Bonito che produceva le scarpe per Salvatore Ferragamo e si sono confrontati con il valore dell’artigianalità.

In che modo la street art può comunicare o trovare un filo conduttore unico con la moda?
All’inizio sembrava una sfida impossibile: mettere in mostra 5 calzature realizzate dal celebre artigiano-artista tra gli anni trenta e quaranta del Novecento. Non è stato semplice scegliere tra quelle più rappresentative della sua produzione, del periodo e della storia della moda e del design italiano. Le calzature che abbiamo scelto ci sembra che dialoghino in maniera coerente con  i 5 interventi di arte pubblica realizzati su edifici del centro cittadino da importanti street artist di fama internazionale.

Al pari di questi giovani artisti, Salvatore Ferragamo era guidato da precisi canoni estetici e dotato di un’inesauribile curiosità nei confronti dei materiali più inconsueti, che trasformava con straordinaria abilità in manufatti d’impareggiabile bellezza e concezione rivoluzionaria. La sua innovazione, infatti era data da inediti accostamenti di forme e colori, che resero quei manufatti autentiche opere d’arte ma specialmente sorprendenti per la raffinatissima lavorazione dei materiali, che li rendevano veri e propri capolavori.

Che cosa ci sarà il 27 luglio?
Apriremo un’inedita mostra Impronte/2016 – Cinque street artist a confronto con l’arte di Salvatore Ferragamo, dal 28 luglio al 31 agosto 2016, allestita presso il Convento francescano di Sant’ Antonio nel cuore di Bonito. Il 27 luglio alle ore 17.00 ci sarà il vernissage della mostra alla presenza di Massimo Ferragamo, presidente della Salvatore Ferragamo USA.  Durante la cerimonia verrà proiettato “white shoes” la storia di Salvatore Ferragamo trasformata in una favola moderna. Un corto che racconta le fantasie dell’artista italiano grazie alla maestria dei grandi di Hollywood. Il Collettivo Boca illustrerà le fasi del progetto Impronte 2016 e gli sviluppi futuri del progetto.

Perché sono state scelte quelle 5 paia di scarpe e non altre? Come sono stati scelti i designer urbani?
Ognuno degli street artist ha preso ispirazione da alcune caratteristiche peculiari del lavoro di Salvatore Ferragamo: Gola Hundun ha scelto l’insolito modello con punta a corno di rinoceronte del 1938 per la sua costante indagine del mondo animale.

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Le scarpe del 1938 che ha ispirato Gola Hundun.

Millo si è lasciato ispirare dal famoso modello di sandalo creato per Judy Garland, che con i suoi colori accesi crea un contrasto dinamico con il meticoloso bianco e nero e tratto grafico dell’artista.

Salvatore Ferragamo: calzatura vintage foto

Calzatura che risale ai primi anni del ‘900, si ispirerà l’opera di Millo che deve essere ancora realizzata.

Milu Correch ha guardato ad un sandalo a zeppa dipinta a mano con piccoli mazzi di fiori in linea con il suo lavoro sugli elementi floreali e sull ’immagine femminile.

Calzatura storica del 1938: Salvatore Ferragamo

Calzatura vintage del 1938 di sughero rivestita in raso ha ispirato l’opera di Milu Correch.

Uno stivaletto in tela dipinta interamente a mano a motivo di foglie ha permesso a Tellas di indagare nuovamente il suo sodalizio con la natura.

Stivaletto Salvatore Ferragamo dipinto a mano

Stivaletto ricorda i paesaggi autunnali ed ha ispirato il disegno urbano di Tellas.

Mentre Giulio Vesprini, che ha fatto delle geometrie e del dosaggio sapiente dei colori la sua firma stilistica, ha preso spunto dal sandalo Diva, realizzato nel 1941 con fasce di camoscio policromo.

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Sandalo Diva, che ispira Giulio Vesprini.

 

L’intervista per Trenderly con David Ardito è stata fatta da Alfonsina Merola

Nel video la realizzazione dell’opera urbana ispirato dalla storica calzatura!

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