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Lei ha la forza dentro!

Set 11 / 2016 7:08PM

AGNIESZKA JENSEN – stilista di moda e istruttrice di yoga. Disegna vestiti per donne come lei: attive, sportive, consapevoli del proprio corpo e della propria femminilità. I vestiti AGI JENSEN DESIGN sono minimal e romantici allo stesso tempo, spesso fluidi, seguendo la figura del corpo e sottolineano la sua bellezza ad ogni passo.

Hai frequentato una scuola di danza, hai lavorato come istruttrice di fitness poi ti sei dedicata allo yoga. Come mai hai iniziato anche a disegnare vestiti?
I vestiti e le creazioni nuove mi sono sempre piaciute, ma ho iniziato a progettare perché in Polonia non trovavo i vestiti che mi piacevano e ai quali ero abituata. Per tanto tempo ho vissuto in Scandinavia (mio marito è danese) e in Irlanda. Una volta tornata a Varsavia, ho scoperto che non c’erano i marchi che sceglievo sempre all’estero (i marchi che con il resto non sono presenti in Polonia neanche oggi). Mi mancavano molto i vestiti che sono nel mio stile. Ho deciso quindi di trovare un po’ di tempo – tra yoga e bambini – per disegnare qualcosa per me stessa, qualcosa di solo, perfettamente “mio”. Con l’aiuto di una sarta, ho fatto i primi vestiti. Sono venuti così bene che meritavano di essere visti dagli altri. E così, per gioco, ho improvvisato a casa mia, in terrazza, una sfilata con tanto di musica e di vino. Ho chiamato un DJ che conoscevo, ho preparato un buffet e invitato alcune amiche-modelle. Il party è andato benissimo, ma quello che mi ha stupito di più era il fatto che tutti i vestiti siano stati venduti! Tutti, subito. Anzi: le ragazze ne volevano altri! Chiedevano altri modelli, altri colori. Accessori. Da quel momento ho iniziato a creare di più, non solo per me stessa, ma anche per vendere. Collaboro con una sarta che, sulla base dei miei disegni, realizza le mie idee e, insieme alle sartorie, produce almeno 20 pezzi di ogni modello del vestito.

Showroom e studio di yoga di Agi Jensen Design si trova in Varsavia, al. Wilanowska 67

Showroom e lo studio di yoga Agi Jensen Design si trova a Varsavia, al. Wilanowska 67

Organizzi anche i servizi fotografici.
Progettare non basta. Per vendere, bisogna mostrare il prodotto. Ho iniziato quindi ad organizzare i servizi fotografici e a mettere le foto sulla fanpage. Inizialmente ho usato solo Facebook, poi ho creato un negozio on-line, così il mio business ha iniziato a mettersi in moto davvero. Uscivano nuove collezioni, mi contattavano sempre nuovi produttori di materiali e grossisti di tessuti: l’interesse per i miei vestiti si è diffuso anche tra le celebrità… Sono molto felice del successo di Agi Jensen Design, soprattutto perché è tutto merito mio, nessuno mi ha fatto strada…. Sono tornata in Polonia dopo nove anni di assenza e non conoscevo nessuno. Solo grazie alla passione e alla disciplina sono riuscita a trovare posto sul mercato. Ritengo che avere successo sia poter fare quello che amo ed essere circondata da persone bellissime. Sono una persona felice: ho una famiglia e mi sto realizzando in campo professionale.

Guardando la tua pagina web ho notato che anche tu anche tu assumi il ruolo di modella.
Si, perché dato che i vestiti sono interamente realizzati in linea con il mio gusto e la mia personalità, posso presentarli nel migliore dei modi. A parte questo, ho esperienza nel campo, visto che ho lavorato come modella in passato. Io stessa scelgo gli accessori, le pettinature e il make-up. Nel bisogno, durante i servizi fotografici, divento parrucchiera, stilista o make-up artist.

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Io descriverei le tue creazioni come minimalistiche, ma allo stesso tempo romantiche, ideali per donne moderne, attive e sportive.
Il mio stile ha forti caratteristiche: preferisco fare vestiti lunghi piuttosto che corti, più semplici che complicati. Un vestito può essere abbinato in tanti modi e quindi portato in diverse occasioni: sia per una passeggiata con i bambini, sia per una serata elegante. Basta scegliere bene gli accessori, la pettinatura e il make-up. Voglio disegnare vestiti particolari, che siano i grado di distinguere una persona dalla massa, che stiano bene ad una donna carismatica, che non mette in evidenza in modo aggressivo i valori del proprio corpo, ma vuole sottolinearli delicatamente. I miei capi risaltano la femminilità, ma non attraverso scollature profonde o minigonne cortissime. Ogni tanto, poggiati sulla gruccia somigliano ad abiti da suora: solo indossati e chiusi bene evidenziano le linee del corpo femminile. Capita che scoprano una parte del corpo, che sia un braccio o il collo, ma lo fanno sempre con discrezione.
Per quanto riguarda i tessuti, di solito uso cotone di alta qualità. Non scelgo tessuti costosi perché non voglio che i miei abiti siano troppo cari. Ammetto però che, ogni tanto, quando vedo un tessuto particolarmente bello e prezioso, non resisto, anche se costa molto. Ne faccio quindi una collezione esclusiva, con un’altra fascia di prezzo.

Che tipo di donna ti piace?
Sicuramente non mi piace la “modella-gruccia”, quindi una donna molto magra. Mi piace la donna sportiva e consapevole del proprio corpo. Ma secondo me ogni donna ha dentro qualcosa di bello, qualcosa che valga la pena esporre.

E tra le star? C’è qualche attrice per la quale ti piacerebbe progettare?
Hallie Berry. Penso che abbia qualcosa di intrigante dentro.

Da cosa trai ispirazione?
Dal colore: proprio oggi ha attirato la mia attenzione un pezzettino di carta caduto sul pavimento. È diventato un impulso per creare una collezione rosso mattone. Per realizzare la collezione lampone mi sono invece ispirata da uno scampolo di tessuto di questo colore. Trovo ispirazione quindi per strada, mi guardo intorno e interpreto le cose interessanti a modo mio, le adatto a me stessa. Tutti i vestiti che vendo sono miei in tutto e per tutto. Non guardo le riviste di moda e neanche le sfilate.

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I materiali naturali,
le decorazioni climatiche
e le luci d’atmosfera delle candele.

Nello showroom
si trovano tanti oggetti,
che la propietaria ha portato da vari posti del mondo.

 

 

 

I tuoi vestiti si presentano particolarmente ben in movimento. Scuola di danza che hai frequentato ha influenzato in qualche modo il tuo modo di percepire e creare i vestiti?
Si, tantissimo. Il balletto è stato per me una vera scuola di ordine e disciplina, ma grazie a questo ho avuto da sempre contatto con il palco, con i costumi, con la bellezza del corpo in movimento. Tutto ciò mi ha permesso di avere un altro approccio con i vestiti rispetto a chi segue uno stile di vita sedentario. Ho una visione del corpo che collego alla moda. Quando disegno i miei vestiti penso ai movimenti che uno deve fare quando li ha addosso. Qualcuno ha detto che i miei vestiti sono fati per ballare: ondeggiano mentre si cammina, sottolineando i movimenti e muovendosi anche loro.

Ma hai abbandonato la danza…
Si, non mi piacevano gli effetti che la danza può avere sulla ballerina. È uno sforzo estremo che ha un effetto forte sulla salute. Ci sono le contusioni, il corpo diventa sempre più debole. Quando si balla il corpo viene sacrificato per l’arte. Io preferisco avere un corpo sano. Credo di aver abbandonato il ballo nel momento giusto. Grazie a questo sono riuscita a finire l’università. Della danza mi è rimasta una buona postura e un forte bisogno di attività fisica. Quattro anni di impegno fisico intenso hanno fatto il loro dovere. Dopo aver lasciato la scuola ho provato diversi sport di fitness, sono diventata anche io istruttrice, ma sentivo che non era ciò che cercavo. Il fitness mi permetteva solo di scaricarmi fisicamente; solo con lo yoga ho trovato davvero me stessa. Sono andata alla prima lezione di yoga solo per accompagnare mio marito in quanto lui aveva problemi alla spina dorsale e io volevo motivarlo. All’inizio era tutto molto frustrante. Mi urtava il fatto che io – brava allieva della scuola di danza – non fossi in grado di fare alcun esercizio, che facessi fatica, che mi facesse male tutto. Dopo il terzo incontro però qualcosa è cambiato. Ho iniziato ad apprezzare le lezioni e ho cominciato ad andarci per me stessa. Adesso lo yoga è il mio modo di vivere/stile di vita.

Sei diventata anche istruttrice.
Si, esatto. Faccio due lavori: progetto vestiti e faccio l’istruttrice di yoga. Temo di essere un’insegnante esigente: motivo affinché si facciano sempre più sforzi e si raggiungano sempre nuovi traguardi. Implemento i metodi che ho imparato alla scuola di danza. Lì ti insegnano la disciplina e come superare i tuoi limiti. Nessuno ti dice se sei stata brava, gli insegnanti continuano a sgridarti. Ma ero contenta quando lo facevano: significava che ci tenevano, che non avevano perso la fiducia in me. Quando non ti sgridavano più era ovvio: significava che avevano lasciato stare… finché ti sgridavano e ti correggevano era tutto a posto!

Nel showroom trovi un'atmosfera straordinaria. Esso e un posto ideale anche per la meditazione.

Nello showroom trovi un’atmosfera straordinaria ideale per la meditazione.

E in che modo fare yoga influenza il fare moda?
Sono due cose molto collegate tra loro in quanto lo yoga serve a creare un bel corpo, il vestito invece lo mette in risalto. Le persone che fanno yoga hanno il controllo sul loro corpo, cosa che influisce nel modo in cui ci si muove e ci si veste. Poi, nel progettare nuovi modelli, vengo ispirata dalla bellezza genuina, dalle proporzioni delle mie allieve i yoga. Ognuna è diversa, sono tutte belle.

La tua giornata tipica inizia alle…
Alle 6:30 di mattino, perchè ho 2 bimbi (10 e 7 anni). Li preparo e li porto a scuola, poi torno e rimetto in ordine la casa. Non mi piace il caos e perdermi in esso.

La tua casa deve essere sempre in ordine?
Si, penso sia sempre colpa della scuola di ballo, perché parlando con le mie amiche ho scoperto che anche la loro casa è così! Ogni cosa, anche quelle piccole, deve avere il suo posto. Solo dopo aver sistemato tutto faccio colazione e vado a fare yoga. La lezione dura un’ora, ma poi facciamo anche mezz’ora di chiacchiere, prendiamo un caffè ecc… Alle 11 le mie allieve vanno via e io mi metto a lavorare: rispondo alle mail, incontro le stiliste, clienti, celebrites. Ogni tanto devo andare nella sartoria o dal fornitore di tessuti, fare ordini o accettazioni. Una volta al mese ho il servizio fotografico, per il quale mi preparo accuratamente. Non può esserci caos, quindi scelgo già prima le pettinature, il make-up, gli accessori come i gioielli e le scarpe. Il servizio è molto stancante, dura circa otto ore. Cerco sempre di finire la giornata per le tre o quattro in modo da prendere i figli da scuola. Due volte alla settimana vado agli speciali allenamenti personali. La mattina, insieme alle mie ragazze, faccio degli esercizi adatti ai loro livelli; la sera, invece, con il mio allenatore ne faccio altri, che per me rappresentano una sfida. Grazie a questo posso ancora migliorare, crescere e diventare ancora più forte.

Interni di showroom di design - anche se arredate con la leggerezza - sono nello stesso tempo molto ordinate. La propietaria e la persona ben organizata.

Gli interni dello showroom, di design – anche se arredate con la leggerezza – sono nello stesso tempo ben organizzati dalla propietaria.

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Che progetti hai?
Restare in Polonia. Mi piace viaggiare, ma dopo aver girato il mondo per così tanto tempo, ho voglia di mettere le radici. Non ho più voglia di spostarmi e la Polonia è davvero un paese meraviglioso. Di qui mi piace soprattutto la regione della Masuria, le montagne di Tatra, il mare con le spiagge sabbiose e tanti, tanti altri posti. Abbiamo comprato un terreno, a 100 km da Varsavia, vicino al fiume Narwia, nella tipica campagna polacca. Fuori la recinzione ci sono le mucche… la mattina nel cortile viene a farci visita un cervo…. Per me e mio marito, che si è trovato da un momento all’altro in Polonia, è il posto più bello del mondo. E proprio lì, nella nostra casa di legno che mi riposo davvero, dove organizzo i miei campi di yoga per le mie allieve. Sono solo 100 chilometri da Varsavia, ma è tutto un altro mondo. Ma mi piace anche Varsavia! È piena di eventi e di cose da fare.
Tornando ai progetti: voglio sempre mandare avanti Agi Jensen Design, disegnare nuove collezioni, sempre migliori, aumentare il numero dei clienti che dentro ai vestiti da me creati si sentiranno e si presenteranno benissimo.
Allo stesso tempo voglio ancora continuare con la scuola di yoga, senza la quale non potrei immaginarmi una vita sana. Vorrei quindi continuare a fare questa vita, com’è adesso, allontanando l’energia negativa, attirando sempre e solo quella positiva, vedere i miei figli crescere e cercare di avere sempre più tempo per loro.

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Designer Agnieszka Bladosz-Jensen

La intervista è stata fata da Jolanta Dąbrowska, foto Piotr Mastalerz, stilista Małgosia Dura
I fiori per la sessione fotografica Małgorzata Herba, Noblemen’s events & flowers   

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