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L’ARTKAFLE: Piastrelle come pezzi d’arte

Giu 07 / 2016 12:13AM

Meraviglie del genere non si trovano nei grandi negozi forniti di piastrelle di fabbrica. Nel laboratorio L'Artkafle si possono ordinare tonalità dal turchese più intenso, il motivo con il pizzo della nonna impresso, un'impronta della mano di un bambino o anche della zampa del cane che amiamo, un lavandino fattto a mano e tanti altri dettagli atipici. Gli ideatori Karina e Tomek Witkowscy raccontano la storia di questa particolare manifattura.

Qualche parola sugli inizi di L’Artkafle: com’è iniziato tutto?
Tutto è iniziato dalle piastrelle della nostra cucina, che mancavano (ride). Ma, a dire la verità, Artkafle è nata dalla passione. Amavamo da sempre viaggiare, la natura e l’arte. Questo ci dava le ali. E creare una nostra azienda era nella lista dei nostri sogni. Abbiamo quindi deciso di mettere insieme tutto quello che amavamo attraverso la ceramica.

A proposito di queste prime piastrelle per la cucina, non avete voluto comprarle già pronte?
I giri nei negozi di articoli per la casa, che facevamo nel weekend, finivano sempre a vuoto. L’offerta era… o meglio, non c’era. Ci è quindi venuta l’idea di disegnare le piastrelle sulle pareti con la vernice e di vivere così finché non avremmo trovato qualcosa di interessante. Questa cosa è durata un paio di mesi finché non abbiamo avuto la geniale idea di fare le piastrelle con le nostre forze. Ne abbiamo quindi progettate in ceramica, con le città che abbiamo visitato e quelle che ci piacerebbe vedere. L’effetto era impressionate. Tutto si è messo in moto e abbiamo deciso di fare piastrelle così anche per i pavimenti e per le pareti.

Perché Bodzianów sotto al confine con la Repubblica Ceca? È ad un pezzo di distanza da Varsavia, dove vi siete conosciuti e avete vissuto?
Tutta colpa dell’architettura post-tedesca che amiamo particolarmente. Naturalmente si può trovare anche in Masuria, ma lì fa più freddo. Noi preferiamo il clima del sud, le case coi tetti di mattone rosso, la vicinanza alle montagne e alle piste da scii, e a Breslavia, che adoriamo. Tutto questo ci ha portato a decidere di stabilirci a Bodzianów.

Che cosa ha di particolare questo paesino?
Lo spazio, la libertà, la pace, la gioia e le montagne: Góry Opawskie. Abbiamo trovato tutto questo nella nuova casa a Bodzianów, in un posto che inspiegabilmente ci aspettava. Abbiamo vissuto a Ząbki, sotto Varsavia, in un appartamento standard di nuovissima costruzione, composto da cinque camere, in una casa asettica, senza i ragni, quindi assolutamente inaccettabile. Qui a Bodzianów ne abbiamo un paio, sono nostri buoni amici.

Intrappolati in una casa dai muri lisci aspettavate forse un miracolo?
La sera ci sedavamo sul balcone (finivamo di lavorare nel nostro piccolo laboratorio a quell’ora) e parlavamo del futuro. Se tutto ciò che avevamo a quei tempi fosse già il massimo dei nostri sogni, oppure se volevamo qualcos’altro. E poi, all’improvviso… BINGO: scappiamo in campagna!

È stata una decisione difficile? C’è stato qualche problema?
Non è stato semplice. I bambini andavano a scuola, avevano degli amici, cosi come noi; tutto quello che ci serviva per vivere era a portata di mano: una città offre tante opportunità. Ma ci mancava lo spazio, il prato sotto ai piedi e il canto degli storni la mattina. Dopo due anni di sogni sul balcone, abbiamo cominciato a girare la Polonia alla ricerca di una casa, una casa vecchia, preferibilmente del periodo prima della guerra, con un’anima, una storia e dei suoi segreti. Ogni due fine settimana ci mettevamo d’accordo con i proprietari delle case e partivamo.

Quanto è durato?
Le nostre ricerche sono durate un anno. Alla fine siamo arrivati al villaggio Bodzianów (prima chiamato Langendorf), nella zona di Opole, vicino al confine con la Repubblica Ceca. Lì c’era una casa dal 1918, in mattone rosso, dai muri spessi e di una superficie di 600 metri quadri: l’ ideale per giocare a nascondino. Le altre case che avevamo visto non soddisfavano i requisiti principali: non avevano il bagno, mancava lo spazio per il laboratorio, erano totalmente cadenti o buie. Per esempio, abbiamo visto una casa, a Gogolin, vecchia e molto bella, ma non voleva che noi ci stabilissimo lì. Ci ha spaventati un po’… è venuto fuori che in passato lì c’era un ospedale e sono accadute tante brutte cose… Ma questa è un’altra storia.

E avete trovato una casa con un soffitto a volta storica?
Le volte e le colonne in granito sono gli elementi principali del nostro laboratorio, così come la vecchia stalla, attaccata alla casa. È stato soprattutto questo a convincerci a scegliere questo posto come nostro: per vivere e creare.

Seguite le mode della ceramica, delle piastrelle industriali o andate per la vostra strada?
Ogni tanto, quando siamo nei negozi di articoli per la casa diamo un’occhiata alle offerte proposte dai grandi marchi, ma non troviamo mai idee. Proseguiamo nella nostra strada: le idee migliori vengono da sole, quando non ce le aspettiamo proprio, per esempio durante le passeggiate oppure quando visitiamo i vecchi castelli e un piccolo dettaglio architettonico cattura la nostra attenzione. Ci vediamo già il nostro nuovo progetto.

Quanto costa la piastrella più piccola, prodotta su ordinazione. E quanto tempo ci vuole per realizzarla?
Il processo di produzione non è breve, bisogna seguire un certo ordine di azioni da ripetere. Per produrre un metro quadro di piastrelle serve più o meno una settimana, il costo di una piastrella dalle dimensioni 10 x 10 cm è circa 8 PLN. Nel caso di un ordine che superi il metro, il costo è contenuto nei 500 PLN.

C’è qualche bestseller, un motivo che va molto e che si vende di più?
No, ogni stampa piace e si vende bene, ma posso rivelarvi quale sia il colore più popolare: il turchese. Forse è legato al fatto che le diverse cotture danno intensità e profondità. I clienti non avranno mai una cosa del genere dalle piastrelle prodotte in fabbrica.

L’ordine più strano…
Un tale Andreas dall’Austria, che allevava le api, sognava di avere un bagno che gli ricordasse la sua passione. Cosi sono nate le piastrelle ispirate agli esagoni degli alveari che con la loro particolare bellezza hanno decorato le pareti di casa sua. Riceviamo tanti ordini strani. La piastrella con sopra raffigurata l’impronta della mano del proprio bimbo ha ispirato una signora che è venuta da noi con i suoi figli, cosi che anche loro potessero pressare le loro manine su una piastrella. Un’altra signora ha ordinato delle piastrelle con l’impronta delle zampe del cane e del gatto. La gente molto spesso ordina anche piastrelle con i nomi dei musicisti preferiti o dei loro altri idoli. Qualcuno ha chiesto una piastrella con una citazione importante. Da noi si può fare di tutto, o quasi.

E che cosa non si può fare?
Una piastrella grande 1 metro per 1 metro. Una dimensione del genere si sforma e si rompe più facilmente.

La piastrella mandata al posto più lontano…
La destinazione più lontana: gli Stati Uniti, e per quanto riguarda l’ Europa, il Portogallo.

L’intervista per Trenderly a Karina e Tomek Witkowscy da L’ Artkafle è stata fatta da Helena Palczewska,
foto Piotr Mastalerz
Per contatti e ordini: www.artkafle.com.pl

 

Immagine in evidenza: Le scale che conducono al primo piano sono un vero e proprio catalogo del marchio L’Artkafle: un mosaico composto da tanti tipi di piastrelle.

 

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Il laboratorio ceramico realizzato nella vecchia stalla ha un soffitto a volta impressionante.

 

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In cucina Karina e Tomek Witkowscy con i bambini: Gabrysia e Ksawery. Sopra il tavolo le lampade, ovviamente in ceramica, fatte nel laboratorio l’Artkafle.

 

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Sopra al piano lavoro della cucina si trovano le piastrelle con impresso motivo del pizzo. Ancora più in alto i piatti, i vecchi oggetti trovati ai mercatini delle pulci e le loro personali creazioni che creano un’armonia generale piacevole per gli occhi.

 

Trenderly  Trenderly

Sul tavolo una vecchia ceramica presa al mercatino dell’antiquariato, una parte della collezione di Karina e Tomasz.

 

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Anche nella credenza restaurata trovano posto le ceramiche L’Artkafle che decorano la superficie degli sportelli della parte inferiore del mobile.

 

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Il trofeo è un ricordo del nonno di Tomasz che faceva il cacciatore a Białowieża.

 

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La camera da letto, che fa anche da ufficio, arredata con un’idea: il letto in pellet e il piano della scrivania ricavato da una vecchia porta.

 

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La superficie del tavolo ricoperta da piastrelle.

 

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Il progetto preferito da Karina è il lavandino Kusadasi, il cui nome deriva dalla lingua turca e significa “l’isola degli uccelli”; proviene da una città famosa per i grandi terreni pieni di nidi di uccelli.

 

Trenderly    Trenderly

I clienti spesso ordinano un lavandino fatto a mano, per abbinarlo alle piastrelle del pavimento o delle pareti.
Uno dei lavandini artistici, in turchese, il colore più amato dai clienti

 

 

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