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STILE ANNI 50. – il fascino del passato e una nuova veste

Mag 04 / 2016 7:04PM

Già da qualche stagione lo stile anni '50 nel arredi interni è ai primi posti dei trend attuali. Quali sono le sue caratteristiche, com'è nato e perché va sempre così tanto di moda?

Questa metà di secolo può essere associata al rock&roll, alle gonne ampie di colore rosso acceso che ruotano ai balli, così come ai frigoriferi dalle dolci tinte pastello e dalla superficie lucida come quella della carrozzeria delle macchine.

Il colore è una delle chiavi dello stile degli anni ’50.

A quei tempi era comune una certa avversione nei confronti dei colori privi di energia: tonalità come il grigio, il beige o la tavolozza delle tinte “tenui” e neutre avevano stancato. La gente iniziava a sentire il bisogno del colore e questo era diventato un elemento molto importante sia per la progettazione dei singoli oggetti, sia per l’intero ambito degli arredamenti da interni. Sicuramente questo era un modo per mettere da parte i tempi della guerra, quando si trovavano dappertutto tinte grigie-neutre (non esistevano coloranti, la maggior parte delle vernici veniva utilizzata per esigenze legate alle armi e quel poco che rimaneva nelle case doveva essere sempre usato con parsimonia e attenzione). L’obiettivo degli anni ’50 era quindi chiaro:doveva portare allegria, sorrisi, ottimismo, luce e buon senso. Anche in casa. Per raggiungere questo obiettivo si consigliava di usare colori vivaci, spesso in tonalità contrastanti. La seconda missione era quella di far dominare le tinte pastello (rosa, verde menta, écru, azzurro ecc…), all’occorrenza completate con un forte accento cromatico. I colori pastello si abbinavano bene anche con il bianco o con il colore naturale del legno. Per quanto riguarda quest’ultimo, andava di moda la tonalità media: né troppo chiaro, né troppo scuro.

Funzionalità e comodità
Un’altra caratteristica tipica degli anni ’50: i mobili a quei tempi avevano solitamente delle gambe larghe, spesso tondeggianti, che assomigliavano ad una clava, spesso strutturate di sbieco. Fondamentale era che avessero i bordi e le forme arrotondate. Questa caratteristica era stata ereditata dall’estetica degli anni ’30 e dall’incontro con il cosiddetto “movimento organico”, presente nell’arte di quei tempi. Successivamente, nella metà del XX secolo, i disegnatori avevano iniziato a rispettare le regole del modernismo per quanto riguarda la funzionalità degli oggetti, rifiutando quindi ogni forma di decorazione in quanto ritenevano che essa, non derivando direttamente dalla forma, la rendesse solo “non pulita”.
Il loro obiettivo era quello di creare utensili semplici, comodi, dalle forme accattivanti, semplici da usare, da lavare ecc…, ed economici in termini di produzione. Sullo stile degli anni ’50 ha avuto una grande influenza il fascino dell’estetica scandiva. Se ne erano innamorati soprattutto gli americani. Negli Stati Uniti, negli anni 1954-1957, ebbe un grande successo la mostra ambulante „Il design della Scandinavia”.Proprio partendo dagli Stati Uniti si è diffusa nell’Europa del dopoguerra lo stile scandinavo che rappresentava pur sempre uno stile europeo. In quei tempi sono diventati famosi il danese Arne Jacobsen con la sua sedia „Egg” (1958), oggi simbolo inconfondibile di quello stile e il finese Alvar Aalto, conosciuto per i suoi mobili di legno pieghevole. Un’altra celebrità di questo periodo è la coppia americana Ray i Charles Eames che ha progettato tante altre indimenticabili sedie e poltrone, prodotte ancora oggi dal noto marchio Vitra.

Materiali
Soprattutto legno, presente anche alla base dello stile scandinavo, e plastica. La plastica non è un’invenzione della metà del XX secolo, come si pensa oggi. É stata ottenuta per la prima volta quasi cento anni fa, ovvero nel 1862, sottoforma di celluloide. La bachelite, un tipo di plastica che si presta bene ad essere modellato, è stata scoperta nel 1902; il famoso nylon, invece, nel 1938. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale la plastica ha avuto il suo esordio nel design.

La partenza dallo spazio cosmico e il rientro sulla terra
Con l’avvicinarsi degli anni ’60 le tradizioni moderno-scandinave iniziavano ad essere messe da parte. In design si usavano con sempre maggiore frequenza nuovi materiali e nuove tecnologie, scenografie come nei film science-fiction, oppure quelle che rievocavano le ultime scoperte in ambito scientifico ecc…. Le poltrone che prendevano la forma di sfere variopinte dovevano rievocare la struttura molecolare o al massimo la conquista dell’universo. Ma questo è già un altro stile, è tutta un’altra storia.

Lo stile anni ’50 è tornato di moda all’inizio del nuovo millennio, ovviamente in chiave moderna.

Ormai da un paio di anni assistiamo ad una continua proposta di progetti ispirati all’estetica degli anni 50. Probabilmente ispira particolarmente la fantasia sia dei designer, che di chi deve arredare casa. La pazza passione per il vintage non è limitata solo ai salotti. La cucina viene arredata su misura, mantenendo le caratteritiche forme arrotondate prive di spigoli, e quanto agli elettrodomestici, la loro copertura antica nasconde delle superavanzate tecnologie.

Immagine in evidenza Cucina, Marchcucine, www.marchicucine.it

 

imageArredamento in stile degli anni ’50 e il pavimento minimal dalla ceramica grigia, Paradyz, www.paradyz.com

 

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„Jill Fourstar”, progetto: Alfredo Häberli , Vitra, www.vitra.com

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Interno in stile degli anni ’50, Raumplus, www.raumplus.com

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Collezione „Teddy Bear”, progetto: Mikołaj Wierszyłłowski per Noti, www.noti.pl

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„Malibu”, Kare Design, www.9design.pl

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La sedia – icona „DAW”, progetto: R&Ch Eames, Vitra, www.vitra.com

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Il comò, New Mono Design, www.newmonodesign.pl

Cucina in stile degli anni ’50 con gli armadietti tipici, Falcon, www.falconworld.com

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AGD dal De Longhi, www.delonghi.com

 

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