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ALLUSIONI ALLE PERSIANE

Mag 29 / 2016 9:03PM

Le venti sfumature di grigio che colorano questo appartamento regalano agli ambienti interni una particolare raffinatezza. Il motivo che ritorna degli uccelli conferisce, invece, leggerezza. Qui il design vola in alto...

Se si guardano le facciate delle case di lusso nella zona di Mokotow, a Varsavia, si pensa subito che quello sia un quartiere vestito di pelle di legno. Le facciate, diverse rispetto ai canoni dell’architettura polacca, presentano su tutte le superfici delle persiane, che si chiudono come una fisarmonica e da lontano ricordano delle stuoie di bambù. In questo modo l’atmosfera generale del quartiere si riscalda subito.
Quest’idea è venuta ad uno dei più famosi studi di architettura, JEMS Architekci: non è solo una soluzione interessante dal punto di vista estetico, ma è anche utile. Certamente fa piacere mettersi ad ammirare il quartiere, sia quando è tutto “coperto”, con i balconi chiusi, sia quando dalla “copertura di legno” ogni tanto appare una finestra. E chi ricorda il caldo dell’estate scorsa capisce bene quanto una casa di questo tipo sia una benedizione, poiché è garantita la ventilazione degli ambienti che così si mantengono freschi senza dover per forza installare una malsana aria condizionata. Le temperature mondiali sono in aumento, dobbiamo prepararci.
L’architetto Patrycja Suszek-Rączkowska dello studio Poco Design ha preso in considerazione tutti questi vantaggi nel momento in cui ha acquistato un appartamento di 100 metri quadrati proprio nel “quartiere delle persiane traforate”, come si è soliti definirlo. Inoltre lo stile esterno è stato fonte di ispirazione anche per l’arredamento interno. Per sé non predilige nessuno stile, come può confermare il suo appartamento precedente, situato in un vecchio palazzo, colorato con tinte forti ed un’ eclettica scelta di mobili e accessori.
In questo caso era importante adottare un look moderno che stesse bene in spazi molto aperti. Ha quindi scelto subito di unire la cucina al salotto e la camera da letto matrimoniale al bagno. Nel primo caso l’architetto ha creato un collegamento interessante: un elemento ad incasso in cucina che sembra una “piccola architettura”. È una sorta di armadio in legno decorato con una finitura che fa da cornice, dove sono stati messi i vari elettrodomestici come il frigorifero, il forno, la macchinetta per il caffè. Inserito poi nel simbolico confine tra la cucina e il salotto, unisce questi spazi in modo armonioso. Anche questo, per il suo colore e il suo materiale, ricorda le persiane di legno cedro delle finestre. Di riferimenti di questo tipo, in casa, se ne troveranno tanti! Basta ricordare i termosifoni: molto verticali, con i tubi sottilissimi che, insieme ai drappeggi delle tende costruiscono una “sezione ritmica” di questo interno. Il giallo del legno cedro, con il quale sono state costruite anche le cornici interne alle finestre, si sposa benissimo con le persiane esterne traforate. Un impatto così forte per le soluzioni architettoniche dello studio JEMS che non ha potuto non influenzare Patrycja.
I colori utilizzati per gli interni meritano un discorso a parte. L’architetto ha deciso di giocare con le sfumature del grigio. Ha unito le diverse tonalità: ogni tanto ne ritroveremo un paio in una stanza, che si distinguono solo per i piccoli dettagli; nel resto della casa, invece, ce ne saranno una ventina. Queste differenze quasi invisibili rendono lo spazio molto raffinato, caloroso, accogliente. È un esempio di come un piccolo intervento possa dare un risultato molto più grande. Un buon esempio da citare è la linea bianca che delimita la parete dal soffitto. È una sorta di passepartout che mette in evidenza la bellezza del quadro. Le pareti si intonano anche col il pavimento realizzato in legno di quercia, dalle forme atipiche e reso leggermente più grigio. Tutto questo crea uno sfondo perfetto per gli altri colori. Non tutti sanno che il grigio mette in risalto gli altri colori. Il blu scuro del corridoio, le imbottiture variopinte dei mobili vintage o le lampade di rame diventano più intriganti.
In questo sfondo delicato emergono dei dettagli molto raffinati. Il motivo più importante? Gli uccelli. Perché? Patrycja dice che sia un caso. Ha comprato, per il corridoio, degli appendiabiti di design che assomigliavano alle ombre degli uccelli seduti sui fili della linea elettrica. Le sue successive idee erano ancora più interessanti. Ha quindi comprato una carta da parati da una stilista britannica, Louise Body (all’epoca non ancora disponibile in Polonia), con il motivo degli uccelli in volo. Poi, delle lampadine per il bagno con uccelli, prese dallo studio svedese Jangir Maddadi. E, alla fine, un orologio Swallow Clock eccezionale, che invece delle 12 cifre raffigura 12 rondini nelle diverse fasi di volo. È il caso di dire: “una rondine non fa primavera”. Ma, come vediamo, rende l’interno di un arredamento bellissimo.

Immagine in evidenza: La cucina unita al salotto. Le poltrone anni ’60 sono state restaurate dall’architetto e imbottite in tessuto di Casamance. Sulla parete una stampa di Justyna Stoszek.

 

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La vista del salotto sul balcone che si può oscurare con le pieghevoli persiane traforate, come una fisarmonica. La lampada Stormu di Axo Light.

 

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In salotto un divano di pelle (progetto di Poco Design), sulla parete le stampe di Jeremy Drogowski. Il tavolo Łoś della casa polacca Tabanda – un bancone dal vetro temperato, la base costruita con 4 elementi identici incastrati come puzzles, ricavati dal compensato di betulla e coperti con quercia.

 

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Nella zona di cucina il tavolo ordinato da Custom Scandinavia che punta sempre su un legno semplice e di alta qualità, le stampe universali ispirate al design scandinavo. Sopra il tavolo: una lampada tonda Random di Moooi, un’altra lampada di rame, chiamata Tuba, proveniente dalla Danimarca e la Copper di rame nero, dall’Olanda.

 

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Sulla parete, vicino al tavolo da pranzo, il particolare orologio The Swallow Clock, nato da una geniale idea dello Studio Haoshi Design di Taiwan. Al posto delle 12 cifre, ci sono delle rondini fatte a mano in resina.

 

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La cucina progettata dalla stessa proprietaria. Lo scaffale per i vini dà agli interni carattere.
La vista dalla cucina sulla hall. Al tavolo la sedia: Bo Chairs – il progetto di Philippe Starck per il marchio italiano Driade, realizzata con un resistente polipropilene.

 

TrenderlySulla parete della camera al centro dell’ all’appartamento, dedicata ai bambini e agli ospiti, una galleria con le foto di famiglia.

 

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L’appendiabiti “Gli uccelli sui fili della linea elettrica”, realizzato da Kreatywny Warsztat, la carta da parati Flight Chalk di Louise Body, la plafoniera Kami di Sotto Luce.

 

 

 

 

 

 

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Camera da letto unita al bagno, il confine simbolico tra gli spazi demarcato dal rivestimento in marmo del pavimento e delle pareti.

 

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In camera da letto: il letto progettato da Poco Design, munito di una testata alta e molto decorativa.

 

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L’armadio nella camera da letto sembra dipinto ad acquarello. L’effetto è stato ottenuto grazie all’idea di coprire le sue porte con la carta da parati River, progettata dall’artista neozelandese Emma Hayes. A questo Patrycja ha abbinato delle originali maniglie in porcellana di Pamar (progetto Rodolfo Dordoni).

 

 

 

 

 

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Indipendente dagli spazi circostanti, dalla forma ergonomica, la vasca Dea di Ideal Standard, una doccia a pioggia IB Rubinetterie.

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Charleston – il modello pilota tra i termosifoni con i tubi di Zehnder,sullo sfondo la parete coperta da marmo Milly Brown.

 

 

 

 

 

Foto Piotr Mastalerz, stilista Malgosia Dura, progetto di interni Patrycja Suszek-Raczkowska/Poco Design (www.pocodesign.pl)
I fiori per la sessione foto Noblemen’s events & flowers (www.nobleflower.pl)

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