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Curvy is good: la bellezza diventa sfacciata e dirompente, forse…

Set 01 / 2016 2:18AM

La rivincita della bellezza sfacciata: la sensualità delle donne formose e sinuose, che esprimono femminilità e fascino da tutti i pori, cellulite compresa. Ma è vero?

L’idea della bellezza perfetta  in realtà non esiste: è solo il frutto di idee, che ci sono state date con una certa costanza e che, ancora oggi continuano ad esserci. Oggi vengono date per scontate perché per molte persone il canone di bellezza perfetto esiste e rientra nelle misure stabilite dalla moda.

Il 16 giugno scorso la modella Ashley Graham pubblica una foto, che la ritrae bella, giovane, sorridente e con la cellulite in bella mostra e si grida: “Rivoluzione!” “La svolta epocale della bellezza formosa!”. E forse è davvero una svolta o quantomeno c’è bisogno di dirlo e urlarlo a tutti.

Siamo ossessionate non solo dalle forme longilinee ma dall’idea di essere perfette sempre, in ogni momento perché siamo nell’era dei “selfie perfetti” e del mondo estetico manipolabile: la scelta dell’effetto e del filtro migliore da usare con lo smartphone per apparire più belle, più fresche e più giovani. Perché oggi se superi i trenta e iniziano a comparire le prime rughe d’espressione, significa che stai sfiorendo e non che stai acquistando una bellezza diversa, dovuta a tutti i sorrisi che ti sono scoppiati improvvisamente sul volto o a tutte le volte che, perplessa hai corrugato la fronte o fatto una smorfia per manifestare un qualsiasi altro sentimento.

E chi lo decide che la bellezza deve essere curvy o filiforme o “bombata nei punti giusti?” Anche l’essere una plus size non parte da un concetto di imperfezione e di normalità ma parte sempre dalla fascia di mercato, che si intende conquistare e non dal concetto di bellezza e armoniosità in sé per sé (anche le modelle curvy sono soggette al photoshop a meno che non si stia cercando di sponsorizzare una crema anti buccia d’arancia o affini).

Si è gridato all’esaltazione della bellezza sfacciata (e sono passati almeno 2 mesi dall’uscita di questa immagine) ma, digitando su internet: donna con cellulite, continuano a comparire foto, che tutto rappresentano tranne che l’esaltazione della bellezza imperfetta. E se lo slogan/status sulla foto postata da Ashley Graham è:

Un po ‘ di cellulite non ha mai fatto male a nessuno. Smettila di giudicare te stesso, abbraccia le cose che la società ha chiamato “brutto”.

Perché non si vede in giro questa bellezza sfacciata? Perché le modelle oversize ma anche le standard non vengono immortalate con le loro imperfezioni, cellulite compresa? Perché anche la bellezza abbondante e sfacciata è ritoccata.

In quanti vorrebbero realmente ammirare quella bellezza imperfetta della foto e ritrovarsela su riviste patinate, quando questi canoni estetici si possono ritrovare nella donna che magari si ha accanto e che rappresenta la normalità senza filtro?

Si continua ad avere il bisogno di dare sfogo ad una fantasia indotta dall’esterno. Si continua a pensare ad un concetto di donna, che non esiste ma, che piace pensare che esista da qualche altra parte, in un mondo ideale e perfetto, inventato dai brand.

Esulta Asheley:

Stiamo facendo la storia oggi! Non sopporto il termine plus size: significa non essere in forma o non prendersi cura di sé stesse. Il mondo è pieno di etichette e io voglio sbarazzarmene. L’importante per le donne è guardarsi allo specchio ed accettare il proprio corpo.

Ashley Graham: modella curvy

Ashley Graham

Ma anche Ashley Graham, lei che si batte contro le etichette è a sua volta un’etichetta. Rappresenta 90 kg ben distribuiti su 1,80 centimetri di altezza, è una bellezza curvy dalle misure: 96-83-108. E chi non rientra in questo target è una curvy sfortunata? No, magari tra qualche mese, anno o stagione ci sarà una nuova categoria di plus size, che magari si chiamerà super curvy.

In più Ashley Graham è anche testimonial di marchi over size come Elena Mirò e Marina Rinaldi. Di etichette, insomma, ne ha anche troppe.

Tutto ciò per dire: sì, amiamo (e non siamo e non saremo in tanti) la morbidezza, le gambe tornite e le curve generose ma la cellulite e il senso di bellezza non si cambieranno certamente con una foto. Forse potrà dare l’input ad un cambiamento volto alla creazione di altri target ma, la rivoluzione della bellezza sfacciata  intesa come idea di un concetto reale e che ha radici salde, potrà esistere solo nel momento in cui questo pensiero scaturirà dalla testa di ognuno e non da quello che ci propinano gli altri dall’esterno.

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